Zona di produzione:
la storia di questo vino è particolarmente antica e rimanda alle origini romane di Faleria Augusta, oggi Falerone (FM), città opulenta e ricca per tradizione di splendidi prodotti agricoli, per questo allora tributaria di Roma per vino, grano e olio. La zona di produzione del Falerio si concentra esclusivamente nel territorio piceno, fatta eccezione per i territori alto-collinari e montani, con altitudine superiore ai 700 metri sul livello del mare. La DOC viene riconosciuta nel 1975. Il suo disciplinare è però modificato nel 1997 con l'importante ingresso nell'uvaggio di due vitigni autoctoni, Passerina e Pecorino, grande patrimonio del territorio riscoperto negli ultimi anni.
Vitigni:
è prodotto con percentuali che vanno dal 20 al 50% di Trebbiano Toscano, dal 10 al 30% di Passerina, e dal 10 al 30% di Pecorino. Possono concorrere altri vitigni a bacca bianca ammessi alla coltivazione nelle Marche.
Caratteri organolettici:
colore giallo paglierino tenue, trasparente e quasi cristallino, con riflessi tendenti al verde. Nei profumi offre freschi sentori di mela verde e fiori pallidi di prato. Con l'aumentare della percentuale di Passerina, il vino acquisisce un'aromaticità maggiore e più complessa, a discapito della freschezza. Il gusto è leggermente acidulo e secco, ma anche morbido, sapido e gustosamente equilibrato.
Calice e servizio:
va servito in tulipani svasati ad una temperatura di 8-10°C.
Abbinamento con i cibi:
un vino dal gusto molto fresco che si abbina quindi meravigliosamente con piatti a base di pesce, in particolare molluschi e crostacei, ma anche con ricche zuppe e fritture di pesce. È anche un gradevolissimo aperitivo, secco e sapido, da gustare con un assaggio delle gustose olive all'ascolana. Primi piatti leggeri e a base di verdure sono un'altra ottima proposta per gustare al meglio la freschezza del Falerio.